Il virus

27 gennaio 1945: liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Oggi, a distanza di 75 anni, celebriamo questa data storica con la Giornata della Memoria.

Il presidente Mattarella ha ricordato che “per fare davvero i conti con la Shoah non dobbiamo rivolgere lo sguardo soltanto al passato. Perché il virus della discriminazione, dell’odio, della sopraffazione, del razzismo non è confinato in una isolata dimensione storica, ma attiene strettamente ai comportamenti dell’uomo. E debellarlo riguarda il destino stesso del genere umano».

Sono parole che condivido fortemente. Forse non tutti ricordano che i campi di sterminio ebbero inizio con il progetto di sterminio degli adulti e dei bambini disabili. Sterilizzazione, eutanasia di massa, annientamento di chiunque non fosse ritenuto capace, abile, utile. Oggi purtroppo il razzismo si esprime ancora contro le minoranze, inclusi i disabili, i malati, i diversi.

Il razzismo è davvero un virus insidioso e nessuno di noi è immune. La Giornata della Memoria serve anche a questo, a ricordarci che è nostro dovere combattere il virus del razzismo in tutte le sue manifestazioni.

Pubblicato da andreaspila

Sono un traduttore tecnico, un web writer e un formatore (insegno traduzione, tecniche di ricerca sul web, web writing). Dal 1999 sono un attivista per la Pace, i diritti umani e l'ambiente.

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