Vieni a ballare con me!

Gambe nuove per il nuovo anno

“Esplorare i propri limiti conduce alla scoperta di territori vastissimi.”

— Enrico Maria Secci.

L’anno si chiude con un episodio poco edificante: un albergo del frusinate cancella la prenotazione per il veglione di Capodanno a un gruppo di genitori, perché i loro figli sono autistici. “Gli altri clienti si sarebbero potuti infastidire”, questa la giustificazione sconcertante della direzione.

Il meme razzista dice: “Quando la ragazzina autistica in classe si arrabbia all’ONU.”

Negli stessi giorni, il papà di Greta Thunberg, la giovane attivista climatica svedese affetta dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo, rilascia un’intervista alla BBC in cui si dice preoccupato per l’odio che circola su Internet contro la figlia. Molti degli attacchi contro Greta si concentrano sulla sua “malattia” che, secondo il padre, “la aiuta a vedere la realtà fuori dagli schemi”.

È possibile sconfiggere il razzismo (uso, come sempre, questa parola in un senso esteso, ossia come sinonimo di intolleranza e di esclusione) che si rivolge alle disabilità? Evidentemente, gran parte degli atteggiamenti razzisti nei confronti dei “disabili” dipende, oltre che dall’ignoranza, dalla paura di confrontarsi con la diversità, dall’incapacità di relazionarsi con un altro essere umano che viene vissuto come pericoloso, per la sua stessa diversità.
Gli autistici, in particolare, vengono avvertiti come un pericolo perché “fastidiosi”, oppure “ossessivi” come nel caso di Greta.

È possibile ribaltare questa visione della “disabilità”? Trasformare l’idea di una limitazione, di qualsiasi natura essa sia, nella scoperta di un superpotere che è presente in ognuno di noi e accessibile, qualunque sia la nostra condizione?

In questi giorni di inizio anno ho visto un video che mi ha colpito e ispirato. Ti invito a prenderti dieci minuti per guardarlo, ne vale davvero la pena.

Aimee Mullins ci racconta quanto la tecnologia abbia trasformato la sua vita, donandole un superpotere, quello di “creare qualsiasi cosa” all’interno del suo spazio di potenzialità.
Quello che mi ha colpito più di tutto del racconto della sua esperienza è che, al di là dell’innegabile e fondamentale importanza delle sue gambe bioniche, ciò che ha fatto realmente la differenza, ciò che le ha permesso di trasformare la sua “dis-abilità” in una “super-abilità” è la poesia, che permette di dare dignità artistica a oggetti che sarebbero altrimenti banali o trascurabili: la poesia, nelle sue parole, “può trasformare cose di cui la gente potrebbe avere paura in qualcosa di attraente, aiutandole perfino a comprendere”.

Il messaggio di Aimee è straordinario e ci riporta a noi stessi, all’opportunità che ognuno di noi ha di diventare “architetto della propria identità”, scoprendo tutto il potenziale della nostra umanità, con i suoi punti di forza e le sue “meravigliose disabilità”.

Se hai ancora una ventina di minuti, ti consiglio di vedere questo secondo video di Aimee.

Iniziamo il nuovo anno, camminando con le gambe di Aimee: “ci sono avversità e sfide nella vita, qualcosa di molto reale e relativo a ogni singola persona, ma la questione non è se saremo capaci di affrontare le avversità, ma il modo in cui le affronteremo”. E allora scopriremo che la nostra avversità, la malattia con cui conviviamo, ci regala un senso, permettendoci di crescere e di dare valore a ciò che di raro e potente possiamo offrire alla società, oltre che a noi stessi.

Sta a noi, a ognuno di noi, scoprire le opportunità “racchiuse dentro le avversità”, abbracciandole e danzando con loro.

Come dice il poeta persiano Hafiz:

“Ogni bambino ha conosciuto Dio, non il Dio dei nomi, non il dio dei no, ma il Dio che solo conosce cinque parole e continua a ripeterle dicendo: vieni a ballare con me, vieni a ballare con me!”

Buon anno a tutti i super-abili!

Pubblicato da andreaspila

Sono un traduttore tecnico, un web writer e un formatore (insegno traduzione, tecniche di ricerca sul web, web writing). Dal 1999 sono un attivista per la Pace, i diritti umani e l'ambiente.

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