Linfa vitale

Meditare in un mare di emozioni

The mind creates the abyss, and the heart crosses it.

— Sri Nisargadatta

Tutto scorre. L’idea che siamo immersi in un flusso in costante trasformazione, che la nostra vita assomiglia a un torrente in cui non possiamo mai bagnarci due volte nella stessa acqua è rimbalzata attraverso tante correnti filosofiche e religiose. L’impermanenza, in fin dei conti, è un sollievo per noi fragilissimi esseri umani. Niente rimane per sempre, nessuna felicità, nessun dolore. Bello. E spaventoso.

Domenica mattina. Mi sveglio prima delle 6. È ancora buio e accendo una candela vicino al tappetino e al cuscino da meditazione. Un po’ di ritualità aiuta, dà conforto in questo mondo così incerto. E quella fiammella riscalda l’anima. Accendo anche il cellulare e apro Insight Timer, la mia app di meditazione preferita.

Oltre al timer, che ti permette persino di scegliere le campane che scandiranno i tempi della tua sessione di meditazione, Insight Timer è ricca di meditazioni guidate di ogni genere e in tante lingue, compreso l’italiano. E ospita un’immensa comunità mondiale di meditanti (circa otto milioni, nel momento in cui scrivo), un sangha virtuale in cui è difficile sentirsi soli.

Scelgo una meditazione in inglese, Mindfulness of feelings, che mi ispira. Una voce femminile, soffice, con un marcato accento scozzese, mi guida per venti minuti a concentrarmi dapprima sul respiro per poi cominciare a prendere consapevolezza delle sensazioni fisiche collegate alle emozioni. È stata un’esperienza intensa che si è conclusa con una sensazione di grande serenità. E a questa emozione si è collegata la sensazione che le spalle, normalmente contratte e appesantite, si alleggerissero improvvisamente, come se si fossero liberate da un macigno.

Il macigno era arrivato un paio di giorni prima. Scorrevo le foto di famiglia, della mia famiglia inglese. In mezzo alle foto trovo una lettera indirizzata a mia madre da una sua cara amica, Angela. Ecco le prime righe, tradotte dall’inglese:

Cara Cynthia ,

per prima cosa, le brutte notizie. Il nostro meraviglioso papà è morto esattamente due mesi fa. […] Povero caro, il morbo di Parkinson è devastante. L’ho visto a febbraio scorso. Era “presente” ogni tanto, ma per la maggior parte del tempo fissava il vuoto. Non poteva fare quasi niente da solo, neanche mangiare. Era terribile per lui perché era consapevole della sua situazione e la detestava. Un’infermiera lo lavava, ma a volte lo lavavamo Brenda o io e lui lo detestava.

La meditazione, specialmente quella di mindfulness, è una “mano santa” per affrontare il flusso costante dei pensieri, normalmente rivolti al futuro (anticipando, immaginando, progettando) o al passato (con i suoi sensi di colpa, di inadeguatezza, i rimorsi) e spezzare la loro catena dolorosa, tornando ai nostri sentimenti, alle nostre emozioni, al cuore.
Scrive Jack Kornfield in un articolo dedicato alla consapevolezza amorevole: “Come notava il Buddha, “le persone che si aggrappano alle proprie opinioni continuano a infastidirsi l’una con l’altra.” Quando indirizziamo la nostra consapevolezza amorosa a osservare l’intero flusso dei nostri pensieri, riusciamo a liberarci dalla loro morsa, causa di conflitti e divisioni, e finalmente possiamo riposare nel corpo e nel cuore. In questo modo, riusciamo ad abbandonare la nostra identificazione, le aspettative, le opinioni, i giudizi e i conflitti che nascono da essi.”

Il flusso costante dei pensieri, con la loro ossessività, la loro rigidità e ripetitività può essere quindi spezzato ricollegandosi alla vita, con le sue continue trasformazioni, con la sua linfa sempre nuova. Per chi affronta una malattia, per chi affronta la vecchiaia, in fin dei conti per ognuno di noi fragilissimi esseri umani, la risposta è nel cuore, il vero centro pulsante della nostra vita individuale e collettiva. Le iniziative e i progetti per ripartire dall’empatia e dalla compassione per affrontare questa cosa meravigliosa e spaventosa che è la vita sono sempre più numerosi, ma uno a cui mi sono particolarmente affezionato è Heart-based Living Initiative, un progetto inglese che mira a ritrovare un rinnovato collegamento con l’intelligenza del cuore e la sua consapevolezza amorevole che può aiutarci a riprendere contatto con noi stessi e la nostra vita sociale e collettiva.

Pubblicato da andreaspila

Sono un traduttore tecnico, un web writer e un formatore (insegno traduzione, tecniche di ricerca sul web, web writing). Dal 1999 sono un attivista per la Pace, i diritti umani e l'ambiente.

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